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kids, MGMT. quando la ascolto non riesco a farlo per meno di 5 volte di seguito. Mi mette una tristezza infinita addosso, ma si sa, io me la cerco la tristezza. Leggo, tanto, ma non quello che dovrei. Ascolto tanta musica, nuova, diversa; ma quando è solo la musica a cambiare nella mia vita non basta. Compressione, un enorme peso dall’alto mi schiaccia, mi abbassa. Surrogati: si in questo sono brava. conosco, grande feeling, fiumi di caratteri e di bytes inviati, simpatia e disponibilità che mi mancano nella vita nel mondo, e poi.. e poi mi mancano quando non ci sono. e le complicazioni del loro passato oggi mio presente. Non risolvono niente, non aiutano semmai peggiorano, ma cazzo che effetto benefico hanno sul momento!è il lungo periodo che ammazza. Alimentare il senso (non del tutto disprezzato in fondo) di estraneità e diversità..che però esclude. Carenza di puro affetto, disinteressato e gratuito. E le vacanze? E tutti questi concerti stupendi? anche qui sotto casa? niente.
(cit.) Lettera di una sconosciuta, Stefan Zweig. parentesi letteraria:bah. libro rincorso per tanto tempo e consumato in poco più di un’ora. Quando le aspettative sono altissime è molto difficile essere all’altezza. Ecco si, concitato, scritto da un uomo e bene, però pensavo qualcosa di meglio, forse di meno scontato..o forse leggere ciò che è famigliare è alla lunga stancante. Comunque non era amore. L’ossessione la capisco, ma quando è vera è più viscerale e corrosiva.
parentesi musicale: De Andrè e ancora De Andrè, niente ambient pheeeega stasera.
Sempre stessi discorsi da fare comunque. Non so cosa voglio, non riesco a sopportare l’università ecco. Indipendentemente dalla facoltà. Trovassi qualcosa da FARE in mezzo, uno stage, un lavoretto, una sospensione, crescere e tornare. Lo dicevo già due anni fa. E al contempo sono schiacciata dalla fretta, dalla paura di rimanere indietro, di non laurearmi, di non cominciare il prima possibile a cercare lavoro. Piacersi, tollerarsi solo davanti allo specchio, prima della doccia, con la musica alta e la faccia stupida. Unico problema: quella non sono io. il bisogno sempre più profondo, sempre più doloroso, da ammettere e esternere, di affetto. Di abbracci. Di interesse spontaneo e sincero. Immaginare un martedì pomeriggio in biblioteca di DARE una carezza ammazza l’autostima, annichilisce ogni speranza. Il mondo intorno si muove, cambia, c’è leggerezza, ci si trova ci si lascia. E io ferma, immobile. Fuori. Neanche mentre fumo sono in pace, penso alle arterie, e fumo; e sto male, ma fumo.
Si sveglia che fa buio ormai d’abitudine
La notte le regala un’aria più complice
Detesta il vuoto dei rumori della realtà (aurora sogna)
Ma col volume a stecca può sopravvire (aurora sogna)
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Sogna di un bisturi amico che faccia di lei
Qualcosa fuori dal normale
Qualche gelato al giorno forse la nutrirà
Non crede nell’amore in cio’ è molto semplice
Come si chiama questa voglia di vivere (aurora sogna)
Che nel suo corpo ha bisogno di espandere (aurora sogna)
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Occhi bionici più adrenalina
Sensori e ciberbenetica neurale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Labbra cromate ricordi seriali
Emozioni e un nuovo impianto sessuale
Lei senza più mangiare lei senza più dormire
Lei senza più mangiare lei senza più dormire
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Sogna di un bisturi amico
Che faccia di lei qualcosa fuori dal normale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Occhi bionici più adrenalina
Sensori e ciberbenetica neurale
Le stesse facce che ogni giorno fanno male
Le stesse voci recitanti giudicare
Posa l’orecchio sul bicchiere e sente il mare
Ma non il suono della musica che piace a lei
La solitudine che indossa è più normale
Di una prudente saggia e isterica morale
Aurora sogna e nei suoi sogni sa cercare
Senza paura un’esclusiva felicità
(Aurora sogna – Subsonica)
Infondo questa canzone è anche positiva. C’è la ricerca della felicità, anche se è una felicità malata, tipicamente anni ’90, giovane e sconsiderata. Però c’è. C’è tensione, obiettivo, fiducia, orgoglio per la propria solitudine. In me no. Anche nelle giornate più grigie come questa, dove ti chiedi quale sia il fine (e quale la fine), dove con tutta la razionalità possibile non trovi niente per cui valga la pena non cedere, il giorno (uno dei tanti) che sembra perfetto, perchè tanto non c’è niente da perdere..ecco anche in queste giornate c’è quel filo che mi fa restare appesa. E’ tutto sfibrato e consumato,dai miei tentativi di divincolarmene e liberarmene, ma resta lì, al di là della mia volontà e senza che io possa controllarlo. Forse un giorno lo ringrazierò, adesso mi sembra una tortura ancora maggiore, però. Perchè non ho speranza e non ho fiducia nel futuro.
Sono qui in cerca di un’anima
Con cui dividere tutto quello che ho
Sono qui per trovare un riflesso
Che ti assomiglia un po’ perché mi sento solo
Mi vedi qui che cerco pace nel cuore
Ma so soltanto come evitare l’amore
Sognerò cieli sereni
Mentre il vento soffia su di me
Fingerò di non pensarti
Mentre fingi di non voler più me
Guardaci siamo come due satelliti
Abbiam bisogno di gravitare vicini
Guardami perché siamo uguali
Lo sai che Buio e Luce sono figli del sole
Sognerò cieli sereni
Mentre il vento soffia su di me
Fingerò di non pensarti
Mentre fingi di non voler più me
Distrattamente sento la tua voce dire il mio nome
Siamo due strade che s’intrecciano tu non puoi credere
Che la ragione debba dire questo cuore come guarire
Distrattamente sento la tua voce dire il mio nome
Siamo due strade che s’intrecciano tu non puoi credere
Che la ragione debba dire questo cuore come fare
Per non soffrire deve solo sognare sognare (sic!)
Sognerò cieli sereni
Mentre il vento soffia su di me
Fingerò di non pensarti
Mentre fingi di non voler più me
(La Fame di Camilla – BUIO E LUCE)
io non ce l’ho
_che bello il nuovo album del Teatro degli orrori_
chissà, forse alla fine è solo tutto fottutamente, BANALMENTE, inutilmente normale. fine, che bella parola, quattro lettere e tanti significati
e io gli voglio parlare..ma ho paura di ascoltarlo
aiuto
There is a light that never goes out – The Smiths. L’ascolto incessantemente e, anche se ammetto che schiacciare ogni 4.03 minuti su rewind, infinte volte, non sia una dimostazione di intelligenza, c’è un senso. Ma chi l’ha detto che la musica anni ’80 fa cagare? Si forse il profilo estetico, l’ostentazione, il POPular esasperato di quegli anni non piace neanche a me. Ma il mio post punk è tanto bello, chissà che non sia anche terapeutico(scrivo sempre le stesse cose). La nicchia è sempre, sempre una grande risorsa. Venendo al fatto di specie (l’osmosi funziona!), ha un testo pazzesco che vorrei sentire “mio” ancora di più di quanto non sia in grado di fare adesso. E questa sensazione di non riconoscere gli altri? Sensazione momentanea ma pericolosa perchè porta a dubitare anche di se stessi. Non so se ringraziare Kundera, che quest’estate mi ha illuminata su questa possibilità. E adesso comincia quel periodo di desideri bulimici di lettura..sempre più difficilmente attuabili. Liste su liste che si trasormano presto in coriandoli. Mi sa che ho di nuovo bisogno di Proust.(di questi tempi, un anno fa, già si organizzava Parigi? Non mi ricordo più).
Torno a fuggire. Solo per due giorni, però, restando in Italia, nella città molto acquosa che l’ultima volta mi aveva regalato una botta di malinconia allucinante quando camminando la sera lungo il canale non riuscivo più a tenere il conto delle mani intrecciate e mi aveva travolta una voglia pazzesca di lui, di quel lui che ama quella città..comincio a chiedermi se questo non abbia influenzato la mia decisione. L’intento fondamentale è ripetere in piccolo Parigi, ingozzarmi di musei e di arte moderna solo per il piacere di vederla, immergermi nella ggente per non pensare a me, cercare di adattare il tempo ai miei desideri e modificarne sua durata. Già. Ma la realtà è che voglio scappare, essere da sola e lontano dalle persone, dagli oggetti e dai luoghi che credo mi facciano male. You came on your own,that’s how you’ll leave..continuo a ripetermelo. La verità è che mi sento sola, sola davvero. Dall’esterno non si direbbe, anche se non esagerata, la mia vitasociale esiste, ci sono persone, poche, che per me sono essenziali. Ma mi sento sola, sono sola; ed è questo che in certi momenti mi fa stare malissimo, mi spinge a fuggire e rifiutare quello (persone,luoghi..) che ho. E paradossalmente, pur non essendo felice della solitudine in cui penso di trovarmi, ne cerco altra (e questi viaggi da sola ne sono una delle dimostrazioni). Non me lo spiego. Chissà forse, apparentemente (purtroppo solo apparentemente), se sono io a impormela, una situazione simile mi sembra più accettabile. E’ solo una questione di forma però, la sostanza è sempre la stessa. Flaubert mi accompagnerà con la sua Educazione Sentimentale..ironia o violenza?
La durissima sensazione di avere buttato due possibilità nel cesso..una oggi con quel test e l’altra, rivolata dolorosamente alla mente oggi, tempo fa quando ho rinunciato a qualcuno per la convinzione di essere ancora nell’orbita di quell’altro. Insomma delusioni. Delusa di continuare a deludermi. Il lato positivo è stato respirare un nuovo clima imponente e prepotente ma che mi piace. Ho sentito incrinarsi quel vetro che di solito mi separa dal mondo, non penso di aver mai visto così tanta gente che conosco tutta insieme..incontri passati, più o meno fuggevoli, persone che avevo quasi cancellato, cambiamenti, ricordi(stranamente tutti abbastanza divertenti) che riaffiorano. Immersa letteralmente tra le persone e avvolta dal fumo della più classica sigaretta del ”dopo”. Ma l’amaro resta ed è forte..come al solito avrò bisogno di tempo, tanto tempo.
Comincio a capire che correre a vendere i libri subito dopo un esame o buttare qualsiasi oggetto minimamente evocativo nelle più profonde retrovie di un armadio, sperando che niente possa farlo riemergere alla vista, è perfettamente inutile; l’effetto anestetico di quei gesti ha una durata troppo breve.
Tanto industrial, metalli e martelli pneumatici, attualmente, giovano al mio cervello. Halber Mensch come sempre.
You came on your own
That’s how you’ll leave
With hope in your hands
And air to breathe
E’ tardi. In più sono stanca e moderatamente incazzata. O saranno le troppe spezie dell’indiano. Sento di voler scrivere qualcosa, ma il momento non è dei migliori.
Insomma questi Editors non mi dispiacciono, ma non vorrei che fossero troppo da fighetti e a breve termine. I testi non sono male.
Io continuo a chiedermi se non sia estremamente contradditoria la mia continua ricerca di solitudine, la fuga da tutto ciò che mi sembra popolare, condiviso, “di massa”, la voglia di fare la maggior parte delle cose (viaggi viaggi viaggi) da sola.. contradditoria per il fatto che poi mi trovo all’una di notte a chiedermi se in fondo questa solitudine, che alla fine sono io stessa ad impormi, sia positiva e davvero non mi faccia soffrire. E la risposta è no. Dev’esserci una via di mezzo che mi permetta di non essere totalmente asociale e al tempo stesso di mantenere la mia autonomia mentale. E Parigi e gli altri viaggetti in solitudine, a cosa servivano e a cosa servono? Cosa devo dimostrare? Se mai riuscirò anche quest’estate a raggiungere la mia isola (e anche qui, non so quanto sia normale che io sogni di passarci un anno intero, da sola, praticamente lontano dal mondo, per veder passare le stagioni ) avrò l’ennesima dimostrazione della mia scarsa disponibilità a socializzare, a sorridere a chi mi sta sulle palle..forse sarà un problema di freddezza (penso che il sostantivo italiano sia un altro ma mi viene solo questo, orribile ), ma non credo..sicuramente di fiducia. Tutto questo sembra tratto da un bel diario rosa, adeguatamente chiuso con un lucchetto e con tante belle parole abbreviate e orfane di vocali, che non avrei potuto scrivere neanche un po’ di anni fa. Invece alla base c’è qualcosa di molto profondo che non riesco a determinare bene. O forse sì, è tutto uno sfogo di una ragazzetta insonne..forse sono proprio quello che cerco di dimostrare di non essere, troppo giovane e troppo stupida. E tutto quello che scrivo qua mi sembra sempre più inutile e idiota.
Se non levano quei manifesti demenziali di casa pound sotto casa mia, vado a levarli uno per uno.
Nuova canzone ossessione-specchio, memorizzata dal secondo ascolto. Qualcosa di molto simile a come mi sento
So many feelings
end up in here
left so alone I’m with
oh, an atmoshere
I’m sick and I’m tired
of reasoning
just want to break out
shake off this skin
I can’t escape myself
All my problems
lume larger than life
I can swallow another slice
Seems like my shadow
marks every strike
can’t learn to live with
what’s trapped inside
I can’t escape myself
So many feelings
end up in here
left so alone I’m with
oh, an atmoshere
I’m sick and I’m tired
of reasoning
just want to break out
shake off this skin
I CAN’T ESCAPE MYSELF
The Sound – I Can’t escape myself (Adrian Borland era un po’ un genio)
Il mio futuro universitario non è mai stato tanto incerto come in questo periodo, ma sicuramente non sarò mai una sensitiva. Quando si parla di me non ne azzecco una. La breve vacanza autogestita e connotata dalla socialità sfrenata (così estranea, per me) è andata bene. Ho ancora degli amici, ho avuto solo un momento di impellente necessità di eremitaggio, risolto con una coperta, i piedi fuori dal balcone, una Winston blu e i Sonic Youth. Sono pazzeschi quei momenti, pur di stare da sola ucciderei tutti. Il ritorno su un motorino è stato alquanto emozionante. Il viaggio solitario in treno poteva guarirmi da qualsiasi incazzatura possibile. E Canone inverso è stupendo.. musica, Vienna, vita, ossessioni. Resta il fatto che gli stabilimenti non fanno per me, troppa gente, troppa sabbia, troppe settimane enigmistiche, troppi colori accostati violentemente, troppi ostacoli tra gli occhi e il cielo. Per quanto riguarda quelli che avevo lasciato qui non mi è mancato nessuno, anzi non vedo l’ora di ripartire alla volta della mia isoletta, dove non mi aspetta nessuno, per non rischiare di dover vedere qualcuno. Quel lui chissà..per la prima volta ho provato a non rispondergli ed è una settimana che mi sento quasi in colpa, mi complimento ogni giorno per averlo, forse, ancora più allontanato. Però cazzo io non è che posso aspettare sempre minimo ventiquattro ore per ricevere un messaggio, quindi pazienza..tanto non potremo vederci per un po’. Ho bisogno di nuovi ingressi nella mia vita, velati e naturali ma dirompenti, che entrino senza fatica. Sogno sogno e sogno. Sogno il viaggio di settembre che non riusciremo mai a fare, che sia meglio così?
Questo spazio sta diventando sempre più, non so come dire..molle.
Devo riposarmi, domani compirò un raid nelle librerie, alla ricerca di sconti e di nuove ossessioni..sperando che il buon senso (mio?) freni l’acquisto compulsivo.
Come sottofondo i Novembre nuova scoperta. Provo a cambiare tema, sento che il mio inconscio mi nasconde qualcosa. Cambiamenti, cambiamenti non ne ho mai avuto tanto bisogno. L’importante è non peggiorare dicevo una volta e avevo paura di qualsiasi cosa potesse modificarsi, quasi a voler mantenere un equilibrio che in realtà neanche avevo. Adesso sento il bisogno di una scossa, profonda, ho voglia di qualcosa di nuovo. Intanto comincio a mettere un po’ di luce in questo piccolo spazio.
Domani mattina vado a votare di nuovo nel giro di poche settimane. Questa novità l’ho presa in modo davvero serio, quando mi ha consegnato la tessera elettorale stavo per abbracciare il vigile. Forse perchè è stata la prima occasione in cui ho realmente dovuto dimostrare di essere maggiorenne e mi ricordavo l’emozione quando da piccola “scortavo” i miei al seggio. Comunque sono veramente convinta dell’importanza di questa facoltà, mi spaventa la pochissima partecipazione, ma un po’ anche la probabile disillusione che acquisirò con il passare del tempo. Per ora, ad ogni modo, mi informo da tutte le parti e questa volta cerco di capire le vere domande .
Confusion in her eyes that says it all.
She’s lost control.
And she’s clinging to the nearest passer by,
She’s lost control.
And she gave away the secrets of her past,
And said I’ve lost control again,
And of a voice that told her when and where to act,
She said I’ve lost control again.
And she turned around and took me by the hand
And said I’ve lost control again.
And how I’ll never know just why or understand
She said I’ve lost control again.
And she screamed out kicking on her side
And said I’ve lost control again.
And seized up on the floor, I thought she’d die.
She said I’ve lost control.
She’s lost control again.
She’s lost control.
Well I had to phone her friend to state my case,
And say she’s lost control again.
And she showed up all the errors and mistakes,
And said I’ve lost control again.
But she expressed herself in many different ways,
Until she lost control again.
And walked upon the edge of no escape,
And laughed I’ve lost control.
She’s lost control again.
She’s lost control.
I could live a little better with the myths and the lies,
When the darkness broke in, I just broke down and cried.
I could live a little in a wider line,
When the change is gone, when the urge is gone,
To lose control. When here we come.
(She’s lost control- Joy Division)
Aaah i Joy Division. Sarà forse banale, ma questa è una delle loro canzoni più belle musicalmente e per le parole. Tra le poche che mi trasmettono leggeri brividi..sarà la sua voce, sarà il riconoscersi, sarà l’atmosfera, non so.
Ho attaccato la tela in una parte di muro che è impossibile non guardare, con un’opera ingegneristica di cui sono molto orgogliosa..condivide un chiodino con quella strana cosa che ho creato un sabato mattina in preda a un’inaspettata semi astinenza da sigarette(lontani ricordi) e al raffreddore. L’ho appesa così, senza cornice, con i bordi bucati, strappati e con il colore scolato in vista. Sopra i cd, vicino alla locandina del concerto di Bob Dylan staccato dalla strada e dalle parti dell’Andy Warhol pasticciato. Sinceramente non ho ben capito cosa sia: in teoria case, ma a me colpisce la cascata di colori così accesi e diversi.
E’ lì perchè ho deciso che devo ricordarmi del dolore, quello vero non come le mie cazzate, di chi me l’ha regalato. Venerdì è stato un duro colpo, non avevo mai partecipato con tanto triste coinvolgimento a quelle situazioni, è stato brutto vedere come anche l’impensabile e l’ingiusto accada. Constatare che un’ingenuità si può pagare carissima, direttamente su di sè. Percepire ancora una volta l’angoscia (che condivido totalmente) di prendere atto che ci si porterà dentro quel fantasma, quella ferita per sempre. Undici ore scarse di esistenza nel mondo, per una vita di doloroso ricordo. L’equazione non è all’equilibrio direbbe la proferessa di scienze. E io non capisco, ma forse sto cominciando a rispettare anche chi ci crede, come si possa accettare di sentirsi raccontare di angioletti, doni, purezza e peccato, forse un giorno, cieli e paradiso. Forse solo quando si assiste dall’esterno (anche se relativamente) a dolore si capisce immediatamente l’importanza di cominciare subito a risalire, di cercare il punto di luce verso cui tendere. Si ha immediatamente la percezione del tempo e degli ostacoli che allontanano da quell’obiettivo..solo perchè non si è coinvolti, legati e continuamente ricondotti al presente. Ed è terribile.
Comunque la tela adesso sta lì. Quei colori così brillanti mascherano il vero significato che ha per me. In attesa che possa essere visto da coloro che me l’hanno affidata, in un’altra situazione e con nuovi progetti.
GazNevada- I C Love Affair (che chissà perchè mi ricorda la mia isoletta che mi attende)
Sentirmi dire, in ascensore, dalla stravagante architetta(si dice?) di due piani più su che “questi anni sono belli, li ricorderai per sempre” di certo non mi aiuta. Perché io per una serie di motivi questi anni li vorrei dimenticare o almeno superare definitivamente, magari conservandone il ricordo con un sorriso..il rimpianto o la nostalgia, però, saranno impossibili. Mi spaventano i tre strascichi che molto probabilmente mi porterò dietro, ma se l’esame va come dico io, poi molte cose dovrebbero cambiare.
Sarà il sottofondo di Wim Mertens o degli Editors nuovascoperta che mi regala un barlume di fiducia?
Chiaramente tutto ciò se non arriva la mazzata finale. Rovinare un’amicizia così per una festa e un’ipocrita cena di classe, no ( classe che non è mai esistita, ma pazienza..).. chissà perché, però, ho paura. Certo sarebbe la fine.
Qua mi sa che sono le atmosfere degli And Also the Trees che mi abbattono.
E poi quel lui che non riesco a togliermi dalla testa. Proprio quando mi sembra di aver superato tutto, mi ritrovo sotto casa sua, a prendere il gelato dove mi portava, davanti al bar della colazione, ma soprattutto mi ritrovo ingenuamente a sperare di trovarmelo lì davanti, all’emozione che proverei se accadesse. Ma ovviamente posso solo entrare nel tram con la mia nuvola di sogni e tornare a casa peggio di prima, con la falsa sensazione, prodotta dall’immaginazione, di qualcosa di bello… ma poi arriva la ragione e con essa l’arido vero, quindi il nulla.
Tristezza, ennesima.. Teatro degli orrori & Zu (Nostalgia..da cui titolo ) e Sisters of Mercy. Io l’ho sempre detto che i random dei lettori musicali mi leggono nella mente; ma basterà il post-punk a risollevarmi?
One cold damp evening
The world stood still
I watched as i held my breath
A sillhouette i thought i knew
Came through,someone spoke to me
Whispered in my ear
This fantasy’s for you
Fantasy’s are in this year
My whole life flashed,before my eyes
I thought,what they say is true
I’ve shed my skin,and my disguise
And cold on the naked eye
Emerged from my cocoon
And a half remebered tune played softly in my head
He said
He turns smiling…and said
I realise a miracle,is due
I dedicate this melody,to you
I realise a miracle,is due
I dedicate this melody,to you
But is this the stuff dreams are made of?
If this is the stuff dreams are made of
No wonder i feel like i’m floating on air
No wonder i feel like i’m floating on air
I realise a miracle,is due
I dedicate this melody,to you
But is this the stuff dreams are made of?
If this is the stuff dreams are made of
No wonder i feel like i’m floating on air
No wonder i feel like i’m floating on air
No wonder i feel like i’m floating on air
Everywhere
Oh, it feels like i’m everywhere
Like when you fail to make the connection,you know vital it is
Oh when something slips through your fingers you know precious itis
And you reach the point when you know
It’s only your second skin
It’s only your second skin
Someone’s banging on my door
(The Chameleons – Second Skin)
Io senza questa canzone non vivo. Adoro i Chameleons e questa canzone in particolare. Non riesco a scrivere niente di più intelligente stasera. Mi sembra di essere vicino a un muro che sta per crollare ma non riesco a spostarmi. Rimango lì a guardare i mattoni che tremano, ma non mi muovo. So che cadrà e so che mi farà male. E non riesco a fare nient’altro che aspettare quel momento per poi cercare di guarire.
Festa importante, dotata di una forte e determinante componente ideale, a me piace molto. Sinceramente comincia anche a farmi un po’ di paura. Vedo il lavoro molto lontano dal mio presente, diciamo che sono abbastanza spaventata dall’eventualità neanche troppo improbabile di, anche dopo tutto lo studio necessario, non trovarne.
Ma il Primo Maggio oltre all’idealismo, alle manifestazioni, per me è anche il concerto di Roma, che spero prima o poi di vedere direttamente da lì. Una marea di gente. Ci sono state due cose veramente sbagliate, secondo me, il conduttore e Vasco Rossi. Entrambe non c’entrano niente. Il primo, che non mi piace neanche come attore, è da solo e urla(riesce ad urlare anche con Imagine). Vasco, sarà perchè neanche lui mi piace a prescindere, ha il “merito”, ma in questo caso sicuramente il difetto, di polarizzare su di sè tantissime persone. Non è adatto a manifestazioni di questo genere, nelle quali l’attenzione non può e non deve focalizzarsi su un solo artista; la conseguenza, inevece, è che un branco di squallidi ha intonato dall’inizio cori da stadio in suo favore anche durante le altre esibizioni. E questa non è musica, non è sano fanatismo, è solo maleducazione sempre vicina all’ignoranza. Nel complesso, comunque, il tutto non è stato male. Le solite glorie che ci sono sempre, gli interessanti “nuovi giovani”, il geniale Caparezza e la bella idea del trio Afterhours-Marlene-Samuel. No, mi sa che Vasco Rossi non lo guardo.
Che voglia di concerti, adesso..se poi penso che quelli tra giugno e luglio molto probabilmente dovrò saltarli causa esame…
In compagnia di leggeri postumi quali: inspiegato gonfiore di una gengiva, rincoglionimento generalizzato e acido. Ma non me ne frega niente. Un po’ di festeggiamento ogni tanto penso di meritarmelo anch’io, tutto sommato sono soddisfatta di quest’ultimo anno scolastico, sotto più profili..rimane soltanto quel maledetto esame che mi caricherà solo di ansia e come già accadde cinque anni fa potrei mettere, per l’eccessivo nervosimo, in pericolo le relazioni con le persone per me più necessarie. Tra sudore e lacrime, che prevedo copiose, spero di ottenere almeno un risultato di cui essere contenta, anche se so già da adesso che non sarà esattamente così. Per quanto sia stata contenta di essermi divertita ieri sera non posso fare a meno di pensare al fatto che quella sensazione (seppur fuggevole)”oh, finalmente, ci voleva” era legata sicuramente alla compagnia,ma anche all’alcool e al resto. Chissà, prima o poi riuscirò a essere felice veramente e per un motivo.. Comunque ieri è stata nel complesso una bella giornata, nel complesso. Ed è da tanto tempo che non lo dico. L’Invasione Degli Omini Verdi arrivano proprio a proposito “vivi e non lasciarti vivere“.
Giornata importante oggi. Forse la più importante tra quelle considerate nazionali.
Che palle domani, un’ennesima e non ancora ultima immersione in tuniche bianche, incensi, recitazioni mnemoniche e impersonali. Per me è sempre più una violenza partecipare a quelle cose.
Mi consolo con un po’ di Leopardi (ma non ne fanno più così cazzo?)
Ho voglia di luce.
Vorrei che questa pioggia lavasse molte cose e se è vero che è acida potrà corroderle e eliminarle(forse) definitivamente. Vorrei che questo grigio offuscasse un po’ i miei pensieri, mi permettesse di pensare meno, di non costruire situazioni e persone di carta velina che al primo soffio cadono nella loro fragilità e lasciano scoperto un vuoto, attraversato ogni tanto da una scintilla..come quella di ieri sera: inaspettati, ma come per dimostrare che chi è bello che ci sia c’è. E anche questa volta mi sono goduta la casa vuota.
E prosegue il viaggio nella musica.. scopro nuove canzoni, nuovi poeti-musicisti, testi e musiche stupende. Finalmente spazio tra i generi. Tutto ciò mi piace tantissimo. Mi dispiace che ultimamente riporto meno testi qui, ma non so scegliere.
Ci andrebbe anche la voce di Johnny Cash(la sua cover mi piace più dell’originale dei NIN)
Continuando con il bianco /nero..Control, Anton Corbijn, 2007. Bello. Bello perchè forse non potrebbe essere brutto parlando dei Joy Division , ma bello anche perchè il regista è un fotografo e si vede. Come detto in alcuni commenti è pulito ed essenziale, non propone (ed è una novità per questo genere di film) un’immagine divinizzata del protagonista, è la trasposizione della biografia, senza provocazioni. Tuttavia (e nonostante la scelta del colore/non colore) non risulta freddo grazie alla forte emotività che emana “Ian”. L’attore è bravo, ma canta lui? Colpisce la diversità di Ian Curtis, insomma non era “bbello”, per certi versi un po’ stronzo ma incredibilmente sentimentale, non c’è la classica morte da overdose, ma la malattia..si inserisce infatti perfettamente nello scenario un po’ anomalo,diverso (e stupendo) del post-punk. Belli i montaggi e le scelte di immagini..il fumo nero (Ian Curtis diffonde nell’aria) che diventa nuvola. Proprio l’immagine finale con il fumo mi ha stranamente evocato i campi di concentramento, il fumo di quelle orribili cremazioni.. però a parte il nome del gruppo non ci sono legami tra i Joy Division e quella merda. Forse ci voleva un po’ più di pioggia, è Manchester, isn’t it? Ho qualche dubbio sulla cover finale di Shadowplay dei Killers..boh sarà che loro non mi piacciono più di tanto. Invece i Joy Division mi piacciono,tantissimo. Bello anche il video di Atmosphere realizzato sempre da Corbijn (sorrido all’ulteriore mia sinapsi di immagini: quelle strane figure vestite da monaci che camminano sulla spiaggia mi fanno a pensare al monaco vicino al mare di Friedrich).
Per la serie tiriamoci su. “Il cielo sopra Berlino“, Wim Wenders,1987. La trama bah, ma la realizzazione è stupenda. La poesia poi, è estremamente poetico, questo per me è il suo fascino principale. Bello il bianco/nero, le ombre (sempre, in qualsiasi film il gioco di colori è una figata se fatto bene..da Sin City,il Corvo a film come questi). Bella,stupenda, fondamentale Berlino, una Berlino di vent’anni fa con un muro e tanto vuoto, ma pur sempre bella. Voglio assolutamente tornarci. Belle le musiche (Nick Cave si sposa benissimo) e la fototografia. Personaggi, figure, non nomi. Bella la sequenza di immagini durante la storia del mondo, quell’albero in mezzo all’acqua. Anch’io vorrei, tappandomi le orecchie, far sparire il rumore e escludermi dal mondo. Belli, di quella bellezza chestupisce perchè si sente familiarità, i monologhi di Marion e lei, che balla con la musica, e la solitudine, i suoi sogni. Bello il silenzio rumoroso, il silenzio denso di pensieri che si scontrano ma che sembra immobile, come se dovesse essere attivato un audio. Nuvole di suoni, che se si scontrano tuonano. Ci sono ma non si sentono. Bello l’essersi conosciuti da sempre,inconsapevolmente. Ancora una volta distinguo la forma dal contenuto, in questo caso apprezzo più la prima. Il film si inserisce nel mio periodo di scoperta della Germania dal punto di vista artistico: apprezzo sempre di più la musica di produzione tedesca, dall’elettronica all’incredibile scenario industrial(chissà se l’omino “degli” Einsturzende Neubaten farà mai parte della mia pelle). Che bello quel volo(…volar per davvero nel blu dipinto di blu, per poterti sentire leggero come il cielo impassibile. Leggero ed impassibile.. MK)
Il tempo guarirà tutto. Ma che succede se il tempo stesso è una malattia? (Marion)
Penso di poterlo capire. Amaro, amarissimo.
Sogno di abbracciare un amico vero
che non voglia vendicarsi su di me di un suo momento amaro
e gente giusta che rifiuti di esser preda
di facili entusiasmi e ideologie alla moda
E se ricorro a Battisti la situazione sta peggiorando. Ma è bella questa canzone.
Come dice il nostro asceta la diversità è bella e sono d’accordo che vada preservata. Però che difficoltà cazzo..ci si attira, ma poi ci giriamo solo intorno. Più e meno.
E tra poco sarò trasportata in una situazione che non mi piace, a cui non sono abituata e a cui non voglio abituarmi. Spero che quella che potrebbe essere l’unica cosa bella non si riveli una cazzata.
E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo oramai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
Emanciparmi dall’incubo delle passioni
cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un’immagine divina
di questa realtà.
E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza
(E ti vengo a cercare-Battiato)
Battiato non sarebbe da sottolineare, le canzoni sono belle tutte intere. Le frasi che ho sentito di mettere in evidenza adesso,oggi, non rappresentano l’essenza del brano..ma sono i pensieri che in questo momento sento più vicini..spero di poterle cambiare o di averne un’altra visione presto.
Piango. Piango perchè cerco la felicità e non la trovo..la vivo solo attravaerso gli altri e non è mai la mia. Cerco persone che non trovo. Vedo la felicità per la novità,la sicurezza rinnovata, il sollievo dopo il tormento guardando fuori da un finestrino di un pullman e davanti ad un cinema un sabato sera; vedo la felicità di una prima volta sulle scale di una metropolitana; la felicità sicura dell’abitudine o la felicità breve e consapevolmente momentanea ma con la speranza della speranza in una classe; vedo la felicità per qualcosa di atteso e programmato o per l’assenza di programmi alle 11.55 sulla soglia di un portone marrone; vedo la felicità dell’ennesima pregustazione di felicità, di chi è abituato a vivere di felicità, chiusa tra due mani intrecciate e due bocche che si toccano. La vedo ovunque, mi tocca ma non mi scalda, non mi contagia, mi travolge ma non mi coinvolge. Progetto, sogno, mi sforzo e invece rimango dove sono con la musica in una mano e un fazzoletto nell’altra. Forse sono io che non sono capace ad essere felice. E tutto mi sembra una persecuzione, un accanimento.
Ed è in questi momenti che entro nelle canzoni dei Nerorgasmo, parole dure, durissime, da una Torino ormai morta e sepolta o forse mai nata veramente. E’ così strano pensare a uno come Luca Abort qui..ma non è stato l’unico, ciò mi conforta (mi basta così poco?). Punk,disagio, nichilismo senza dubbio..ma è come se trasparisse ogni tanto orgoglio e sicurezza
”Chiuso nella mente non trovi più nulla da fare/Nulla al di fuori di te/Credi di sapere tutto non hai nulla da imparare/Ma giudichi dall’alto sentenzi dal tuo sapere/Ma senti un vuoto nella pancia/La tua esistenza è solo ansia/E non ti basta ingurgitare/Per darti un senso di pienezza//Lo sai che cosa sei davvero/Se non decidi di morire ogni giorno/Per rinascere nuovo per rinascere nuovo/Se non capisci che ogni cosa ti insegna/A rinascere nuovo a rinascere nuovo//E non ti basta ciò che compri/Lo sai che dentro manchi tu/Hai schifo di te stesso sempre/Vorresti non vederti più “(Ansia)
“Esco dalle mura e non c’è mai un cazzo da fare/Strade sorde e mute felicità che non puoi sperare/L’odio sta imperando odio per tutte la gente/Pupille dilatate io vi odio più profondamente/Mai mai mai capirai/Cosa penso e cosa faccio//Non ho motivi da spiegare a chi non capisce cosa sto facendo//Lo faccio per me stesso non certo per chi mi sta insieme/Posso fare ciò che voglio non voglio essere giudicato/Me ne frego delle critiche di chi crede di non essere malato”(Mai Capirai)
Questo solo quello che avevo voglia di scrivere, ci sarebbero anche Distruttore, Tutto uguale, Banchetto di lusso, Passione nera, Nello specchio.. altro che Sex Pistols del cazzo.
Lasciando da parte inutili ipocrisie, buonismi, correttezze da salotto..so di avere molto,ma mi sento in costante mancanza.
Con Time che mi stordisce per la terza volta di seguito penso a tutti gli “starting gun” che ho perso..non sono pochi ed erano importanti cazzo..questa canzone ha un effetto troppo strano su di me.. mischia rabbia e dolcezza,e poi che parole, mi ci sento sempre perfettamente dentro. E vabbè sono i Pink Floyd
Guidare è sempre più una figata ma ho dei genitori bambini (e la logica aristotelica stasera si fotte)
Mi spaventa scoprire che, sebbene io cerchi in molte situazioni di avere un comportamento distaccato e atarassico, ogni tanto poi mi esce una vena ossessiva e non riesco a fermarmi. Perchè adesso devo ricominciare a rovinarmi la testa con lui? Se so che è ormai è perfettamente inutile..tra gli starting guns persi era dei più belli però..
Ma Peter Hammill come fa ad avere questa voce?
Ci voleva Il curioso caso di Benjamin Button per riproporre il mio problemino con il tempo. Fitzgerald mi porta sempre a qualche riflessione e dove c’è un po’ di (sano) romanticismo strano ci sono anch’io. Carino il film, un po’ lungo, in parte necessariamente, dal momento che si ripercorre tutta la vita, tuttavia io avrei tolto qualcosa. Bella l’idea del tempo al contrario, anche come sforzo mentale, ma non vivrei così..è come se si sapesse con molta più precisone il momento della fine naturale.
Ma che tormento possono avere i guardiani dei fari?
Mi piace l’ironia, ma certi paradossi proprio non li capisco. Ovviamente la polemica intorno all’argomento dell’eutanasia si è calmata, in Italia c’è la straodinaria capacità di dimenticare in fretta, ma io rimango schifata per alcuni comportamenti. Non voglio insistere sull’essenzialità e normalità della laicità dello stato, è semplicemente un principio indiscutibile. Ma da dove viene tutta questa paura della morte per i Cattolici? Dovrebbero essere più sereni degli Atei nell’affrontarla. Comunque spero che il momento delle opinioni e delle poltone bianche in tv sia finito, sarebbe più che necessario un atto pratico. E anche se credo sempre nel dialogo (produttivo,però), riconosco che si può giungere a una situazione di incomunicabilità o di stasi, ma a questo punto la legge deve superarlo.
E come se non bastasse tutto questo, tocca assistere anche alla legittimazione e alla crescente acquisizione di potere di una monocrazia. Ma è possibile che a Sinistra non si abbia più un “capo”, una situzione normale? Penso si sia dimostrata l’impossibilità, almeno in Italia, della realizzazione della favoletta “stiamotuttiinsieme”, ma prima che ciò risulti evidente a tutti e che questi tutti riescano a mettersi il cuore in pace, passerà ancora tempo e tanti faranno i Che Guevara della situazione. E intanto si sta qua, ad ascoltare barzellette,a subire l’ignoranza, a vivere con il culo davanti a una scrivania(se va bene) e la testa nella televisione, perchè non si riesce a dire di no a tutto questo. Il dilemma sta nella scelta di accomodare le proprie posizioni (sinceramente, forse qualcuna è un po’ superata nei fatti,oggi) e smorzare gli orgogli(vuoti) e stare tutti insieme appassionatamente, dovendo però rinunciare ai privilegi singoli (ahi) oppure avere un’idea di insieme un po’ più allargata, sentirsi uniti nelle più o meno sottili differenze, ma avere un po’ più di coraggio e autorevolezza individuale. Non so ancora cosa possa essere meglio per lo stato(per lo stato).
A person isn’t safe anywhere these days, oddio anche i miei Chameleons? Nella civilissima Inghilterra?
E tra poco si parte verso una nuova delusione, oddio non che mi aspettassi qualcosa di particolare, ma sento che andrà comunque maluccio. Almeno salgo di nuovo, dopo un mese e mezzo, su un treno (sarò malata?), il problema è la compagnia.
Niente di nuovo dal fronte..sempre annegata in pensieri sconnessi, incapace di gioire per la gioia momentanea, dell’attimo(neanche Orazio e co. riescono a farmelo capire)…profondamente turbata dallo scarto tra realtà e apparenza, che percepisco sempre più marcato. Mi accorgo sempre di più che non so stare con gli altri, specialmente con quelli della mia età, mi sento perennemente diversa e fuori luogo.
Titolo tratto da Refugees dei Van Der Graaf Generator…un po’ perchè mi sento una rifugiata,insomma non mi sento al mio posto, poi perchè il progressive accompagna il post punk nelle ossessioni musicali di questo momento e i VDGG mi piacciono particolarmente.
…aiuto…
Forse se dedicassi meno tempo a preoccuparmi e a vivere la vita degli altri ne avrei un po’ di più per la mia, forse.
Perchè se aggiungo un post se ne leva un altro? Ce ne stanno troppo pochi in questa piccola e inquieta pagina..devo dire che rileggere i vecchi interventi è quasi un’emozione, è strano..come rileggere un tema un mese dopo. Rileggendoli però non riesco a non provare a immaginare le facce che potrebbero fare alcuni conoscenti nel leggere queste cose, anche se non c’è poi niente di diverso da quello che dico loro già tutti i giorni.
Ma è normale che io mi senta davvero a posto con me stessa solo dopo una ceretta o quando cerco di resistere a tutto ciò che mi sembra di massa, irrazionale, da pecore cieche, global&conformista? Non penso. La cosa fastidiosa poi è che mi sto sempre più rendendo conto che la seconda situazione è spesso autoimposta, cioè non naturale, lo sforzo che comporta può essere faticoso, ma chissenefrega, sono contenta così. Purtroppo però(eccolo), questa sensazione di peace&love, che dall’infinitesimamente piccolo(io) diventa cosmica, dura sempre troppo poco,come la ceretta d’altronde
E tra me e il tempo non basta neanche più Proust(forse)
“it’s just the danger when you’re riding at your own risk”(Tunnel of love)
Una nuova ossessione ( “che brucia ogni silenzio, e ormai ci sono dentro perchè mi trovo spento”):
Il ghiaccio si confonde
con il cielo, con gli occhi
e quando il buio si avvicina
vorrei rapire il freddo
in un giorno di sole
che potrebbe tornare in un attimo solo.
Forse stanotte,
se avro’ attraversato
la strada che non posso vedere
poi in un momento
copriro’ le distanze
per raggiungere il fuoco
vivo sotto la neve.
I nostri occhi impauriti
nelle stanze gelate,
al chiarore del petrolio bruciato
e oltre il muro il silenzio,
oltre il muro solo ghiaccio e silenzio.
Aspettero’ questa notte pensandoti,
nascondendo nella neve il respiro,
poi in un momento diverso dagli altri
io copriro’ il peso di queste distanze…
di queste distanze… di queste distanze…
Di queste distanze…
Siberia – Diaframma
Cazzo quant’è bella questa canzone.. in questo periodo di intenso post-punk, poi.. Ossessivamente bella
E quando ti sembra di aver raggiunto di nuovo il massimo( che poi una volta era la normalità ),tutto ricade in basso, all’improvviso.. merda
Di fronte alla morte non si trovano risposte MAI.. ma come si fa ad accettare qualcosa che è irrazionale, senza motivo, ingiustificabile? Ma è la morte in sè o il dolore che provoca che non è possibile sopportare? Siamo così egoisti anche quando una vita si annulla?
Vabbè ma questo non c’entra niente con i Diaframma..L’ho appena detto: anche di fronte al bello e alla felicità finisce per esserci qualcosa che rompe l’incantesimo
Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi a far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo, il fine è solo l’utile, il mezzo ogni possibile, la posta in gioco è massima, l’imperativo è vincere e non far partecipare nessun altro, nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro: niente scrupoli o rispetto verso i propri simili perchè gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili. Sono tanti arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti, sono replicanti, sono tutti identici guardali stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere. Come lucertole si arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano. Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno, spendono, spandono e sono quel che hanno.
Sono intorno a me ma non parlano con me… Sono come me ma si sentono meglio…
Sono intorno a me ma non parlano con me… Sono come me ma si sentono meglio…
…e come le supposte abitano in blisters full-optional, con cani oltre i 120 decibels e nani manco fosse Disneyland, vivon col timore di poter sembrare poveri, quel che hanno ostentano e tutto il resto invidiano, poi lo comprano, in costante escalation col vicino costruiscono: parton dal pratino e vanno fino in cielo, han più parabole sul tetto che S.Marco nel Vangelo e sono quelli che di sabato lavano automobili che alla sera sfrecciano tra l’asfalto e i pargoli, medi come i ceti cui appartengono, terra-terra come i missili cui assomigliano. Tiratissimi, s’infarinano, s’alcolizzano e poi s’impastano su un albero, boom! Nasi bianchi come Fruit of the Loom che diventano più rossi d’un livello di Doom…
Sono intorno a me ma non parlano con me… Sono come me ma si sentono meglio…
Sono intorno a me ma non parlano con me… Sono come me ma si sentono meglio…
Ognun per se, Dio per se, mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica, mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano. Mani che poi firman petizioni per lo sgombero, mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscon manganelli, che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli. Quelli che la notte non si può girare più, quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv, che fanno i boss, che compran Class, che son sofisticati da chiamare i NAS, incubi di plastica che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara ma l’unica che accendono è quella che dà loro l’elemosina ogni sera, quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera…
Sono intorno a me ma non parlano con me… Sono come me ma si sentono meglio…
Sono intorno a me ma non parlano con me… Sono come me ma si sentono meglio…
(Quelli che benpensano- Frankie Hi Nrg)
Il rap non è il mio genere (per ora) , soprattutto lo conosco poco..tra gli artisti italiani però l’unico che trovo interessante è proprio Frankie Hi Nrg: mi piacciono i testi, mi piace la voce e anche la sua immagine diversa dagli altri rappers con catene o diamantazzi. Questa canzone è semplicemente stupenda, testo veramente geniale..una fotografia della nostra società. I soggetti, i benpensanti, non sono solo politici o esseri simili..benpensanti purtroppo possiamo esserlo tutti, è un atteggiamento, secondo me, radicato nella nostra “cultura”(che è molto simile all’ignoranza..). Bella e importante.. /Diaframma coming soon/
Ma quanti si lasciano aprire gli occhi dalle canzoni? Io credo nel “valore civile” di(alcune) canzoni.
I am the passenger /And I ride and I ride /I ride through the city’s backside /I see the stars come out of the sky /Yeah, theyre bright in a hollow sky /You know it looks so good tonight / I am the passenger /I stay under glass /I look through my window so bright /I see the stars come out tonight /I see the bright and hollow sky /Over the citys a rip in the sky /And everything looks good tonight /Singin la la la la la-la-la la /Get into the car /We’ll be the passenger /We’ll ride through the city tonight /See the citys ripped insides /We’ll see the bright and hollow sky /We’ll see the stars that shine so bright /The sky was made for us tonight /Oh the passenger /How how he rides /Oh the passenger /He rides and he rides /He looks through his window /What does he see? /He sees the bright and hollow sky /He see the stars come out tonight /He sees the citys ripped backsides /He sees the winding ocean drive /And everything was made for you and me /All of it was made for you and me /cause it just belongs to you and me /So let’s take a ride and see whats mine /Singing…/Oh, the passenger /He rides and he rides /He sees things from under glass /He looks through his windows eye /He sees the things he knows are his /He sees the bright and hollow sky
He sees the city asleep at night /He sees the stars are out tonight /And all of it is yours and mine /And all of it is yours and mine /Oh, lets ride and ride and ride and ride…/Singing…
( Iggy Pop & The Stooges – The Passenger)
aaaah che bella questa canzone…mi fa pensare al treno, il paesaggio che scorre veloce dietro il finestrino su cui appoggio la testa…e gli occhi che corrono dietro a un punto inesistente
Il giorno è finalmente arrivato. E io ho paura. Paura che vada tutto storto perchè (a causa di molteplici motivi) non sono tranquilla( condizione necessaria per, quantomeno, evitare cazzate), paura che al ritorno niente sia cambiato..insomma che il tutto sia un fallimento. Non è quella sana ansia pre-novità, è proprio paura. Non riesco neanche a ringraziare come si deve chi mi ha permesso di arrivare a questo punto, chi mi regala questo viaggio e forse ha almeno pensato di potersi fidare di me..non pensavo di arrivare a questo punto, di poter organizzare tutto..anzi non pensavo neanche di poter iniziare a elaborare un progetto, e invece… Ma allora perchè non sto facendo i salti di gioia e mi ritrovo a sperare che tutto passi il più in fretta possibile? infantile, infantile e basta. E chiaramente il contorno non aiuta mai: le persone che stupidamente critico tanto si rivelano come sempre le uniche degne di fiducia; poi ci sono le piacevoli sorprese, chi mi fa soffrire ma nel momento del bisogno (ipocritamente?) c’è (e continuo a sperare che ci sarà sempre di più);e poi le delusioni, quelli cui devi voler bene per forza perchè non si buttano nel cesso 12 anni di relazione umana, ma poi inevitabilmente non ci sono, non capiscono, non aiutano..brutto male l’egocentrismo. Deve andare bene, deve. Quanto vorrei che dopo cabiasse qualcosa, cambiasse qualcuno..ci fosse qualcuno. Cercherò di non avere troppe aspettative, per non correre il rischio che anche questa volta vengano disattese. E adesso basta, voglio partire con il sorriso
…And it’s something quite peculiar
Something that’s shimmering and white
That leads you here despite your destination
Under the Milky Way tonight..(Under the milky way-The Church)
NOIA- CCCP
è un percorso laterale
una fluida divinità
una convergenza stilistica
con il primitivo preistorico
è l’attualità è l’attualità
noia normale noia mortale
noia noia noia noia noia
mi annoio normalmente
mortalmente
mi annoio mortalmente
normalmente
non so bene non so cosa
non so quando non so dove
non so più non so non so
è un percorso laterale
una fluida divinità
una convergenza stilistica
con il primitivo preistorico
è l’attualità è l’attualità
Aggiungerei che la noia ( Jean-Paul, prima o poi ce la farò promesso) è qualcosa che ancora non riesco a descrivere in modo efficace, ma è uno dei sentimenti che, mio malgrado, più mi appartiene. E poi non capisco perchè..credo sia connaturata, un atteggiamento di fondo che mi rimane sempre, anche quando in realtà sono felice..così sembra molto snob, ma non lo è affatto…come dicevo non riesco a descriverla..forse quella che c’è in me non è proprio noia, ecchecos’è? Bah… intanto i CCCP ci stanno…sempre
Già più di un mese di blog (…) uau
Più che altro è una speranza..e poi mi ricorda “Il corvo”, gran bel film..i colori, la storia così stranamente romantica..e tutta quella bella pioggia..
IT CAN’T RAIN ALL THE TIME
We walked the narrow path,
beneath the smoking skies.
Sometimes you can barely tell the difference
between darkness and light.
Do you have faith
in what we believe?
The truest test is when we cannot,
when we cannot see.
I hear pounding feet in the,
in the streets below, and the,
and the women crying and the,
and the children know that there,
that there’s something wrong,
and it’s hard to believe that love will prevail.
Oh it won’t rain all the time.
The sky won’t fall forever.
And though the night seems long,
your tears won’t fall forever.
Oh, when I’m lonely,
I lie awake at night
and I wish you were here.
I miss you.
Can you tell me
is there something more to believe in?
Or is this all there is?
In the pounding feet, in the,
In the streets below, and the,
And the window breaks and,
And a woman falls, there’s,
There’s something wrong, it’s,
It’s so hard to believe that love will prevail.
Oh it won’t rain all the time.
The sky won’t fall forever.
And though the night seems long,
your tears won’t fall, your tears won’t fall, your tears won’t fall
forever.
Last night I had a dream.
You came into my room,
you took me into your arms.
Whispering and kissing me,
and telling me to still believe.
But then the emptiness of a burning sea against which we see
our darkest of sadness.
Until I felt safe and warm.
I fell asleep in your arms.
When I awoke I cried again for you were gone.
Oh, can you hear me?
It won’t rain all the time.
The sky won’t fall forever.
And though the night seems long,
your tears won’t fall forever.
It won’t rain all the time
The sky won’t fall forever.
And though the night seems long,
your tears won’t fall, your tears won’t fall,
your tears won’t fall
forever.
Questa è la prima ma sicuramente non l’ultima volta che riporto qui questa canzone..i motivi sono tanti e credo che ce ne siano anche alcuni che in realtà mi sfuggono.. i più ovvi sono che sto diventando pazza grazie a Le luci della centrale elettrica, alle sue canzoni e al blog, questa è la musica italiana che voglio sentire..stupendo stupendo.. la seconda ragione è i cccp non ci sono più e io ne sento tanto la mancanza
Fammi i tuoi discorsi metafisici
sui fori dei piercing che si richiudono
sugli occhi spenti cogli estintori
sui conti correnti coi cognomi finti
sarà la prima volta che non andrò a votare
sarà la prima volta che non andrò a puttane
con un alito tremendo
ti ho sussurrato all’orecchio
“bonjour mon amour”
aprendo la finestra sopra netturbini
sopra nottambuli svetta
la gigantesca scritta COOP
(la gigantesca scritta COOP)
E I CCCP NON CI SONO PIÙ
E I CCCP NON CI SONO PIÙ
E I CCCP NON CI SONO PIÙ
E I CCCP NON CI SONO PIÙ DA UN BEL PO’
e hanno i fanali accesi per evitarci
e non ho paura sai degli ecomostri
dei parchimetri, dei centri commerciali, dei benzinai
E TU AVEVI I VESTITI ADATTI PER LE TUE GUERRE STELLARI
E TU AVEVI I VESTITI ADATTI PER LE TUE GUERRE STELLARI e fammi tuoi discorsi metafisici
sui tetti eternit degli anni ottanta
sui paracadute coi buchi di sigaretta
d’altronde è feroce settembre
come back settembre (come back settembre)
come back settembre (come back settembre)
come back settembre (COME BACK SEPTEMBER!)
come back settembre (COME BACK!)
I SISTEMI D’ALLARME SI SONO SGOLATI NON HANNO FATTO FERITI!
I SISTEMI D’ALLARME SI SONO SGOLATI NON CI HANNO SENTITI!
e hanno i fanali accesi per investirci
e non ho paura sai degli antifurti
dei carnivori, degli incendi estivi, dei tuffatori
dei grattaceli, dei clandestini, dei finanzieri
e tu avevi i vestiti adatti per le tue guerre stellari
e tu avevi i vestiti adatti per le tue guerre stellari
La gigantesca scritta – Le luci della centrale elettrica
Ho fretta. Ho troppa fretta cazzo. E nonostante questo mi sembra tutto così breve. Ho paura di perdere tempo e non posso farlo assolutamente. Il problema è forse che non ho ancora capito cosa, per me, non è sprecato, a cosa posso permettermi di dedicare spazio..
tempo tempo tempo tempo tempo tempo
c’è o non c’è? forse è l’unico vero condizionamento da cui l’uomo non può affrancarsi, l’unica regola a cui non ci si può opporre. Non capisco se la sua presenza mi dia tranquillità o ansia
Semplicemente stupenda, geniale e anche molto in tema…
Ticking away the moments that make up a dull day
You fritter and waste the hours in an off hand way
Kicking around on a piece of ground in your home town
Waiting for someone or something to show you the way
Tired of lying in the sunshine, staying home to watch the ram
You are young and life is long and there is time to kill today
And then one day you find ten years have got behind you
No one told you when to run, you missed the starting gun
And you run and you run to catch up with the sun, but it’s sinking
And racing around to come up behind you again
The sun is the same in the relative way, but you’re older
Shorter of breath and one day closer to death
Every year is getting shorter, never seem to find the time
Plans that either come to naught or half a page of scribbled lines
Hanging on in quiet desperation is the english way
The time is gone, the song is over, thought I’d something more
(traduzione italiana)
Ticchettano via i minuti che riempiono un giorno tedioso
E tu sbrindelli e sciupi le ore per strade fuori mano
Gironzolando per un angolo della tua città
Aspetti che qualcuno o qualcosa ti mostri la via
Stanco di giacere al calore del sole, di restare in casa
a guardare la pioggia
Sei giovane e la vita è lunga, c’è tempo da ammazzare, oggi
E poi un giorno scopri che dieci anni ti hanno voltato le spalle
Nessuno ti ha detto quando correre e ti sei perso il segnale dì partenza
E corri e corri per raggiungere il sole ma sta tramontando
Correndo in tondo per rispuntare di nuovo dietro di te
Il sole è lo stesso nella solita via ma tu sei invecchiato
Respiro più corto e d’un giorno più vicino alla morte Ogni anno si fa più breve, non sembri mai pago del tempo
Fra progetti che finiscono in niente o mezza pagina
di righe scarabocchiate
Sopravvivere in quieta disperazione, al modo inglese
Il tempo è andato, la canzone è finita anche se avrei altro da dire
Time – Pink Floyd
My fortune is less
My future is shrouded in dark wilderness
Sunshine is far away, clouds linger on
Everything I posessed – now they are gone
Oh where can I go to and what can I do?
Nothing can please me only thoughts are of you
You just laughed when I begged you to stay
I’ve not stopped crying since you went away
The world is a lonely place – youre on your own
Guess I will go home – sit down and moan.
Crying and thinking is all that I do
Memories I have remind me of you
Solitude – Black Sabbath
Forse, davvero, ci piace, si ci piace di più
oltrepassare in volo, in volo più in là
Meglio del perdersi in fondo all’immobile
Meglio del sentirsi forti nel labile.
Forse, sicuro, è il bene più radioso che c’è
Lieve svenire per sempre persi dentro di noi
Meglio del perdersi in fondo all’immobile
Meglio del sentirsi forti nel labile.
Forse, davvero, ci piace, si ci piace di più
Lieve – Marlene Kuntz
Tutto ciò da cui stavi fuggendo
Torna come valanga più grande che
Ti trascina al punto di partenza se vestirai
Vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l’immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi capelli dentro a un giorno nuovo
Nello spazio che adesso riempi c’è
Succo acerbo di densi silenzi che
Colleziono da tempo
Come schegge d’inferno
Why? why? … vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l’immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi silenzi dentro un giorno nuovo
Non vedi che è facile
Non vedi che è inutile
Scordarsi di credere ai vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l’immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi capelli dentro un giorno nuovo
Non vedi com’è facile
Non vedi che è inutile
Scordarsi di credere ai vecchi difetti
Vecchi difetti – Marta sui tubi
