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Partire, prendere treni e viverli per inseguire il sole e cercare l’acqua in forma di mare e non di neve (che ha francamente perso ogni romanticismo). Mi viene da nascondermi al sole, come se potesse passare attraverso la pelle e mostrare a tutti quello che nascondo, caccio, dimentico. Come può essere così popolare e ammirato quel posto? Ricovero per vecchie nobildonne in decadenza fisica e materiale, vedove e alcolizzate. Però cazzo quel verde, quel mare e quegli scogli. Chiamavano. E torna una vecchia inquietudine, una vecchia spinta. Guardare giù. Il mare mosso, l’onda che si ritira che sembra invitare e accogliere, per poi tornare e ricoprire, cancellare, portare via. Gomiti puntati, occhi semichiusi per la luce prepotente e lo sguardo che cerca qualcosa che non c’è. 
Musica nuova, fonti nuove e interessanti. Bisogno di concerti. Due settimane di “vacanza” e la noia che arriva subito. E la voglia di scappare, di nuovo, continuamente, anche se rispetto ad altre volte sto molto meglio. Il tutto si limiterà a una giornata di treno, a una città grigia e odiata e a tanta arte moderna.

E oggi Caselli mi rapiva, mi affascinava e Violante mi guardava, io non so perchè ma per gli ultimi dieci minuti parlava di politica, dell’importanza di cambiare e di discutere e mi fissava. Bello, interessante nel complesso. E io ho sempre più voglia di entrare in magistratura, ma sono sempre più scoraggiata dal mondo e dalle persone (e dall’assenza di alternative, anche).                 Concerti..aaah ci voleva! amiche nuove,belle dentro, ideali. quella è la musica che voglio ballare, che voglio cantare. Solite apparizioni di occhi dolci  e capelli lunghi, pugni in alto. Tanto ma tanto sudore. Pogo. E quella stupenda, impareggiabile sensazione di sentirsi svuotati di adrenalina..una rara condizione di tranuillità.                MA perchè mi prendono tutti per una psicologa? Perchè finisco sempre ad aiutare gli altri a risolvere i loro problemi quando IO ne sono piena e nessuno mi dedica così tanto tempo? Che palle sentir parlare e lamentarsi della solitudine persone che di solitudine non sanno nulla, NULLA.        Nuovi amici, che bello, spero continui..vecchi sempre in bilico.                     E Lui, quel cavolo di Lui, ma cosa cazzo mi chiedi l’amicizia, perchè?

Sogno fiori e persone dietro.             Affetto, affetto, affetto. Per favore.

E se dovessi ricredermi sulla φθoνoς θεών (che non mi ricordo neanche se si scrive così)? E uno tra i concetti della cultura greca che ho sempre trovato ridicolo, retrogrado(superato!), vile, ipocrita. Però cazzo ho passato la prima settimana dell’anno in uno stato di, se non euforia, grande felicità e serenità: un nuovo gruppo di belle persone, qualcosa di nuovo,riconferme da vecchi amici, un “peso” del passato forse definitivamente abbandonato per strada, un po’ di socievolezza e sicurezza ..e quasi fiducia nel futuro!! E all’ottavo giorno, crisi. Università, patente, orari e tutto si sgretola. Allora davvero non si può mai godere della felicità in santa pace? davvero bisogna mantenere un equilibrio il più possibile costante? ma se quell’equilibrio non è un “ottimo”, è troppo basso?

Ho bisogno di una flebo di affetto. Una flebo perchè deve raggiungermi in modo per me passivo. Voglio solo goderne l’effetto. E troppo ogni tanto?

I libri si accumulano. Letture pesantucce per quest’estate.                 Mi sono iscritta al test a numero chiuso (e credo per me davvero inaccessibile, grazie alla splendida ignoranza di matemtica e fisica, mia e dei passati professori), anche se non sono così sicura che la scelta sia totalmente mia, spontanea. Non che medicina non mi piaccia di per sè, però il mio sogno resta magistratura, benchè abbia la stessa, remota, probabilità di realizzarlo. Teoricamente il fatto di avere questa “seconda scelta”, che è praticamente sullo stesso piano della prima, dovrebbe essere solo un vantaggio, però ho un po’ paura che smorzi l’impegno e l’entusiasmo per l’altro test.             Voglio farlo uscire dalla mia testa, perchè non è possibile che al cinema io immagini di averlo seduto vicino e di abbracciarlo, oppure immagini altre telefonate e altre corse lungo il fiume. Non c’è più niente da fare, non ci capiamo (questo è il cambiamento, il problema). E’ tutto così chiaro ma non riesco ad accettarlo, perchè? Quando mi sembra tutto risolto è sufficiente un’immagine, un oggetto, una situazione e tutto torna indietro..e mi trovo a sorridere, da sola, in una sala buia, semivuota a fine luglio, dietro a due teste appoggiate l’una sull’altra, nella fila di fronte eppure così visibili.

Il mio futuro universitario non è mai stato tanto incerto come in questo periodo, ma sicuramente non sarò mai una sensitiva. Quando si parla di me non ne azzecco una. La breve vacanza autogestita e connotata dalla socialità sfrenata (così estranea, per me) è andata bene. Ho ancora degli amici, ho avuto solo un momento di impellente necessità di eremitaggio, risolto con una coperta, i piedi fuori dal balcone, una Winston blu e i Sonic Youth. Sono pazzeschi quei momenti, pur di stare da sola ucciderei tutti. Il ritorno su un motorino è stato alquanto emozionante. Il viaggio solitario in treno poteva guarirmi da qualsiasi incazzatura possibile. E Canone inverso è stupendo.. musica, Vienna, vita, ossessioni. Resta il fatto che gli stabilimenti non fanno per me, troppa gente, troppa sabbia, troppe settimane enigmistiche, troppi colori accostati violentemente, troppi ostacoli tra gli occhi e il cielo. Per quanto riguarda quelli che avevo lasciato qui non mi è mancato nessuno, anzi non vedo l’ora di ripartire alla volta della mia isoletta, dove non mi aspetta nessuno, per non rischiare di dover vedere qualcuno. Quel lui chissà..per la prima volta ho provato  a non rispondergli ed è una settimana che mi sento quasi in colpa, mi complimento ogni giorno per averlo, forse, ancora più allontanato. Però cazzo io non è che posso aspettare sempre minimo ventiquattro ore per ricevere un messaggio, quindi pazienza..tanto non potremo vederci per un po’. Ho bisogno di nuovi ingressi nella mia vita, velati e naturali ma dirompenti, che entrino senza fatica. Sogno sogno e sogno. Sogno il viaggio di settembre che non riusciremo mai a fare, che sia meglio così?

Questo spazio sta diventando sempre più, non so come dire..molle.

Devo riposarmi, domani compirò un raid nelle librerie, alla ricerca di sconti e di nuove ossessioni..sperando che il buon senso (mio?) freni l’acquisto compulsivo.

E adesso sì che è finita, definitivamente! E sono veramente felice di come è finita, sono stranamente sodisfatta di me, penso di aver dimostrato a me stessa quello che desideravo. E non me ne frega veramente niente di quegli altri che stasera saranno lì a  contestare, a confrontare, mangiati dall’invidia e sotto sotto dalla coscienza che forse tra qualcuno di loro e un premio nobel o un genio incompreso c’è ancora un po’ di differenza. Non è cattiveria, ma io ho sempre pensato che l’umiltà fosse una delle migliori qualità umane e quella presunzione oggi era veramente ridicola e patetica. Bene, adesso bisogna pensare a ottobre e il fatto che, ultimamente, quella che ormai consideravo una certezza sia caduta e che si sia illuminata di nuovo quella prima lampadina mi inquieta non poco.

E poi oggi uscendo dai cinquanta minuti di orale, trovo dietro la porta quel Lui, che era uscito poco prima che finissi perchè io non lo vedessi e non mi agitassi. Dopo questi mesi di silenzio visivo mi ha fatto impressione rivederlo e mi sa che per me ricomincerà di nuovo tutto, come prima. Spero che questa volta cambi anzi succeda qualcosa, anche se non so se mi farebbe bene. Evidentemente non mi sono bastati neanche questi “mesi di notte orribile”, come direbbe Qualcuno. Però oggi quando l’ho visto sono stata veramente felice. Intanto domani ricambierò la visita.

Poi bisogna pensare a mercoledì prossimo e decidere se andare con gli altri al mare oppure no. Anche se la mia pelle richiederebbe un po’ di colore mi preoccupa che non sono entusiasta di questa possibililtà, è strano. Non è certamente per loro, forse è per quelli che conoscerei laggiù… vista la mia socievolezza e la mia apertura nei confronti del mondo, pari a zero, degli ultimi tempi, non so cosa potrebbe succedere. Mi attira un sacco l’idea di risalire per ben sette ore su un treno (questa è sicuramente una malattia!). Certo non è esattamente l’idea di viaggio che mi prospettavo, ma non penso sarebbe poi così terribile. Sento, in ogni caso, l’urgenza di una seconda “Parigi” anche non a Parigi, sola sola sola.

Tra  un mese sarò già in vacanza  Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra  un mese sarò già in vacanza Tra un mese sarò già in vacanza Tra un mese sarò già in vacanza

Si tra un mese sono in vacanza. Si ma dove? Si ma in che stato? Ah, e con chi?

Ma quanto cazzo nevica?? …e  alla neve non erano associate le novità?

..non escludo di cambiare tema,anche se quelli proposti non mi ispirano molto..

Che palle rivedere tutta quella gente.

Comunque ho capito che amavo lidea di lui..ora non mi resta che convincermene e accettarlo..ahi.

E’ da un sacco che non parlo di musica in questa sede..molto male.

Mi sto accorgendo sempre di più di quanto il ricercare disperatamente la solitudine e l’estraniamento siano atto di profondo egoismo…e la cosa in effetti comincia  a turbarmi. Sento di non riuscire a manifestare veramente tutta me stessa.

Ho dimostrato a me stessa che dalla profonda fiducia nella bontà degli altri si può agevolmente passare al rifiuto di questi.. ma non ne sono per niente orgogliosa.

Sono tornata e sono viva.          E sono felice.

Il giorno è finalmente arrivato. E io ho paura. Paura che vada tutto storto perchè (a causa di molteplici motivi) non sono tranquilla( condizione necessaria per, quantomeno, evitare cazzate), paura che al ritorno niente sia cambiato..insomma che il tutto sia un fallimento. Non è quella sana ansia pre-novità, è proprio paura. Non riesco neanche a ringraziare come si deve chi mi ha permesso di arrivare a questo punto, chi mi regala questo viaggio e forse ha almeno pensato di potersi fidare di me..non pensavo di arrivare a questo punto, di poter organizzare tutto..anzi non  pensavo neanche di poter iniziare a elaborare un progetto, e invece… Ma allora perchè non sto facendo i salti di gioia e mi ritrovo a sperare che tutto passi il più in fretta possibile? infantile, infantile e basta. E chiaramente il contorno non aiuta mai: le persone che stupidamente critico tanto si rivelano come sempre le uniche degne di fiducia; poi ci sono le piacevoli sorprese, chi mi fa soffrire ma nel momento del bisogno (ipocritamente?) c’è (e continuo a sperare che ci sarà sempre di più);e poi le delusioni, quelli cui devi voler bene per forza perchè non si buttano nel cesso 12 anni di relazione umana, ma poi inevitabilmente non ci sono, non capiscono, non aiutano..brutto male l’egocentrismo. Deve andare bene, deve. Quanto vorrei che dopo cabiasse qualcosa, cambiasse qualcuno..ci fosse qualcuno. Cercherò di non avere troppe aspettative, per non correre il rischio che anche questa volta vengano disattese. E adesso basta, voglio partire con il sorriso

…And it’s something quite peculiar
Something that’s shimmering and white
That leads you here despite your destination
Under the Milky Way tonight..(
Under the milky way-The Church)

ce la farò?

 

maggio: 2012
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ME

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